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Quando abbiamo deciso di aprire questo nuovo servizio online abbiamo anche deciso di riservarlo agli affiliati e associati al nostro Istituto, offrendo loro l’accesso esclusivo a un particolare «archivio di archivi», composto da risorse artistiche e scientifiche ben selezionate; non ovviamente l’equivalente di quanto collezionato da più illustri e fornite biblioteche, videoteche e audioteche, ma qualcosa di mirato per consentire a voi tutti che partecipate alle nostre attività di non dover sprecare tempo prezioso per cercare risorse spesso introvabili con cui soddisfare

- le curiosità suscitate (nei nostri utenti) dalla fruizione dei nostri Sistemi di Studio

- il complesso lavoro di ricerca delle correlazioni implicite tra oggetti e strumenti di studio, tra le parti dei capolavori artistici e le teorie scientifiche applicabili ad esse, attraverso gli studi/lezioni da più prospettive e a più livelli che devono elaborati (dai nostri collaboratori) per realizzare i sistemi di studio reticolari destinati ai nostri utenti

La nostra “Bibliomediateca delle Risorse Umanistiche” è al momento fruibile solo parzialmente online, attraverso i server che l’Istituto ha acquisito per rendere tutte le risorse progressivamente accessibili ai collaboratori interamente) e agli altri utenti (secondo il livello accesso corrispondente all’offerta a cui sono iscritti). È parte del nostro programma di lavoro rendere il Portale la nostra nuova sede-laboratorio funzionante perfettamente online. In questa prospettiva ci adopereremo, anche con l’aiuto degli utenti, per rendere la Bibliomediateca un servizio funzionante completamente online, non solo equivalente a quello che possiamo offrire ai nostri collaboratori offline, ma anche più ricco, articolato e accessibile, rispetto alla versione offline, e perciò fruibile da tutti i nostri utenti online, secondo i livelli di accesso conseguiti.

In questo modo ogni tipo di utente del nostro Portale, secondo il tipo di offerta a cui ha aderito e secondo il livello di accesso che quest’ultima consente, potrà sempre fruire di tutte le risorse rare e preziose presenti nella Bibliomediateca, sia per esercitarsi ad applicare quanto appreso attraverso i servizi a lui offerti, sia per affinare gli strumenti acquisiti, sia per poter godere pienamente la bellezza dei più raffinati capolavori del passato e del presente, soprattutto quelli non disponibili in edizioni e versioni altrettanto curate come quelle da noi ricercate editate e custodite nei nostri archivi.

L’Istituto, come forse già sapete, svolge anche un’attività di ricerca, restauro e riedizione di classici dimenticati e cancellati dalla memoria collettiva, con la quale vuole ridare la possibilità di goderne soprattutto a chi si è preparato per poterli ammirare e apprezzare nelle versioni originali, e non li ha trovati tra i palinsesti e i cataloghi delle offerte della cultura di massa.

Nonostante la nascita (ostacolatissima) di un mercato digitale ora (ancor più temuto) «senza supporti» (ovvero accessibile in abbonamento su cloud), i «classici» tendono a scomparire dai cataloghi degli editori analogici (che producono e distribuiscono libri cartacei) e digitali offline (che producono e distribuiscono cd audio, dvd, bluray), e non vengono più ristampati per mancanza di lettori. Il mercato digitale online che potrebbe aiutare la diffusione dei classici almeno rendendoli disponibili senza più le limitazioni dell’esaurimento delle scorte e senza più necessità di affrontare i costi di stampa e distribuzione analogica, paradossalmente non aiuta quanto ci si aspetterebbe il ritrovamento e la riscoperta dei classici. Molto editori temono che offrendo l’alternativa dell’edizione digitale oltre quella cartacea potrebbero finire facili prede dei pirati (come un tempo delle disinvolte fotocopisterie) e finiscono loro stessi per scoraggiare l’acquisto delle versioni digitali sia offrendole a un prezzo troppo vicino a quello delle versioni cartacee sia creando un’alternativa anziché un complemento; l’editoria musicale da tempo

offre entrambe le versioni insieme; ma quando un’Editore come Amazon (con il suo catalogo Kindle) ha offerto l’opzione delle due edizioni a un prezzo di poco superiore ad una soltanto, ha dovuto ritirare il servizio, così come ha dovuto constatare il fallimento (per ora) del coraggioso abbonamento “unlimited” quando buona parte degli editori non hanno aderito.

Inutile dire che si tratta di un gatto che si morde la coda, perché se gli editori non investono sui classici ma si contendono le novità per un mercato all’inseguimento delle mode delle tendenze e dei successi lanciati dai massmedia, la maggior parte del pubblico, essendo già da alcune generazioni all’oscuro dell’esistenza e del valore dei classici (spesso persino odiandoli a causa del modo in cui sono trattati dalla scuola) non li cerca, non ne avverte la mancanza, non li richiede.

Ma per comprendere meglio questo processo degenerativo dobbiamo considerare che l’impreparazione dei lettori, dovuta certamente agli errori delle istituzioni educative (famiglia e scuola), si somma alla comprensibile (ma non giustificabile) sfiducia di editori non più pronti a investire e scommettere sul futuro, e ancora alla scelta politica (opportunistica) di favorire gli autori viventi e le nuove operazioni culturali lasciando nell’ombra capolavori che potrebbero mostrarne in modo imbarazzante i difetti al confronto. Tutte queste complicazioni - già difficili da affrontare separatamente - nel loro insieme rendono sempre più arduo il reperimento di titoli di autori e studiosi che vengono quotidianamente espulsi e cancellati, come corpi estranei, tanto dall’universo educativo quanto dal mercato dell’intrattenimento.

Noi vogliamo salvare queste opere e diffonderne la conoscenza non per nostalgia ma perché pensiamo che proprio da esse si possano ancora trarre quegli strumenti necessari per la formazione umanistica degli scienziati, degli artisti, e dei didatti del futuro.

Così mentre dal mercato (dell’intrattenimento) svaniscono libri dvd e persino bluray, e mentre si vieta la duplicazione delle poche copie stampate e reperibili a fronte della loro rapida scomparsa dai cataloghi degli editori e distributori, noi cerchiamo di salvare le “informazioni” memorizzate su quei supporti peraltro più fragili e deperibili più di quanto si creda (i cd audio, i dvd e i bluray hanno una vita più breve di quanto promesso e dopo un po’ di tempo si può scoprire di possedere un supporto inutilizzabile anche se ben conservato) rendendole indipendenti dai supporti, digitalizzandole e facendole entrare nella nostra Biblioteca digitale offline e online affinché ogni nostro utente, collaboratore, studioso,  studente che si sia meritato di apprezzarne la qualità, possa continuare a goderne senza la minaccia di non trovarli più disponibili nei negozi nelle biblioteche e nei network online o di scoprire che la copia da lui acquistata si è irrimediabilmente deperita.

Così possiamo dire non solo di aver editato opere in formato digitale che non sono più o mai state disponibili integralmente in nessun formato, ma anche di aver ridato ad esse le edizioni pensate dagli autori e da quei pochi virtuosi editori - spesso falliti - che hanno tentato, anche rovinandosi economicamente, di rispettare i progetti originali.

A scanso di equivoci chiariamo che l’attività di edizione o meglio riedizione elettronica di classici, non entra in competizione ma semmai sostiene e arricchisce complementarmente l’attività meritoria degli editori che non cessano di ristampare o rieditare digitalmente capolavori della nostra tradizione umanistica. 

È soprattutto per la realizzazione dei nostri Sistemi di Studio Reticolare che l’Istituto impegna parte delle proprie risorse per dare nuove edizioni a classici spesso mortificati da traduzioni inadeguate, versioni prive delle illustrazioni originali, delle impaginazioni curate dagli stessi autori, ristampe usurate etc. Non possiamo insegnare né favorire lo studio di testi classici se quelli non sono reperibili da parte dei nostri utenti o lo sono in edizioni indegne. Noi stessi per studiare l’opera di autori dobbiamo risalire a fonti e edizioni che da tempo non sono più in commercio o non lo sono mai state o sono reperibili per la sola «visione in loco» in biblioteche e archivi spesso di altri paesi. Così spesso ci troviamo a digitalizzare copie reperite nel costoso mercato dell’antiquariato, a ritradurre opere che sono state sfregiate da pessime traduzioni e a reintegrarle di apparati critici e illustrazioni perse nel tempo per meri motivi economici.

L’Istituto si impegna come può a creare nuove edizioni rispettose dei progetti degli autori e più adeguate a favorire la loro comprensione e il loro studio. Avvalendosi di tecnologie digitali di cui non potevamo disporre quando abbiamo cominciato a creare la Bibliomediateca, e continuando ad acquisire copie sempre migliori degli stessi capolavori rese disponibili dai pochi editori che lavorano con correttezza e accuratezza, oggi possiamo prevedere nei nostri piani di lavoro la progressiva digitalizzazione e riedizione reticolare e multimediale di opere in via di estinzione alle quali spesso cerchiamo di abbinare il contemporaneo sviluppo di Sistemi di Studio ad esse dedicate

Oltre a «ricreare» le «edizioni critiche» delle opere degli autori e studiosi che consideriamo nostri maestri (artisti e scienziati spesso dimenticati anch’essi insieme alle loro opere magistrali), cerchiamo di ricomporre digitalmente il complesso della loro opera, spesso dispersa frammentata e dimenticata tra innumerevole forme di pubblicazione o addirittura parzialmente inedita.

Così abbiamo potuto ricomporre quasi interamente l’opera di alcuni nostri grandi maestri, mentre di altri il lavoro è ancora in corso, insieme allo sviluppo dei relativi Sistemi di Studio Reticolare dedicati.

Il servizio di Bibliomediateca, la cui articolazione sarà resa disponibile da queste pagine via via che lo renderemo fruibile ai nostri utenti a seconda del loro livello di accesso, va inteso, insieme agli altri, come un modo - il nostro - di combattere il degrado culturale a cui sembra condannato e felicemente rassegnato il nostro Paese (e non solo), con la complicità o la responsabilità di Istituzioni che dovrebbero aiutare e non frenare il lavoro di chi, come noi, cerca di colmare evidenti mancanze istituzionali e favorire la rinascita di nuovi umanisti.